WiMax: a breve anche in Italia
Pubblicato da Marco su Marzo 1, 2008

Fino a poco tempo fa, sulla sinistra del blog compariva un banner, creato dal blog di Beppe Grillo, che reindirizzava ad una pagina dove era possibile firmare una petizione, per chiedere, al ministero delle comunicazioni, che non partecipassero alla gara per l’assegnazione delle frequenze WiMax, gli operatori UMTS.
Anche se questa richiesta non è stata ascoltata, significativo è il fatto che alla gara, svoltasi il 27 febbraio, abbia ottenuto la licenza solo la Telecom, come operatore detentore di frequenze UMTS, oltre ad altri dieci operatori minori.
Nella banda 3.5 GHz, sono state assegnate le licenze per diverse macroregioni come, ad esempio, l’area che copre il territorio lombardo e trentino, assegnata ad Ariadsl ed eVia, o l’area che copre il territorio delle quattro regioni meridionali (Calabria, Campania, Basilicata, Puglia), assegnata a Telecom e Ariadsl.
Durante la gara c’è stata molta competizione e gli esiti lo dimostrano: 136 milioni di euro incassati dallo stato, una cifra record.
Inoltre solo un operatore, Ariadsl, è riuscito ad aggiudicarsi le licenze necessarie per coprire tutto il territorio nazionale.
Il ministro delle comunicazioni Gentiloni si è ritenuto soddisfatto dell’esito della gara ed ha ribadito il motivo per cui anche l’Italia ha deciso di adottare questa nuova, importante tecnologia. Per eliminare il cosiddetto digital divide, che sta a rappresentare la non omogeneità nella distribuzione di nuove tecnologie di comunicazione, come internet. Grazie al WiMax, che può essere considerato come una sorta di Wi-fi a larga banda, infatti, tutto il territorio nazionale potrà usufruire di internet, anche quelle zone che non possono essere raggiunte dalla larga banda o dalla fibra ottica.
Aziende come Motorola, Nokia e Siemens, sono già pronte a costruire gli apparecchi di ricezione delle frequenze.
Ora, superata la prima fase, si passerà alle alleanze commerciali fra gli operatori licenziatari e le aziende che sono rimaste fuori dalla gara che, si spera, porteranno ad una maggiore concorrenza e, quindi, ad un ribasso dei costi.
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